martedì 22 febbraio 2011

Ivan Zaytsev

Giovane promessa azzurra
Intervista e fotografie: Alfredo Falcone
Incontriamo Ivan Zaytzev, giovanissimo giocatore della M. Roma Volley: nel mio lavoro ho avuto modo di vederlo all’opera anche in occasione dell’ultimo mondiale sia in gioco che a bordo campo, e posso dire che Ivan è, oltre che un ottimo giocatore, un ragazzo a posto, gentile e molto simpatico. Ivan ha accettato di rispondere a qualche domanda per noi...


Ivan, rompiamo il ghiaccio: hai ventidue anni, da quanto tempo giochi a pallavolo?
Da una vita: ho cominciato a sei anni, con mio padre, in Russia, e spero di continuare ancora per un bel po’ di tempo!

Perché tu in realtà sei “figlio d’arte”: parlaci di tuo padre.
Mio padre [Viacheslav Zaytsev, n.d.r.] è stato uno dei più grandi palleggiatori nella storia della pallavolo: ha giocato nella nazionale Russia ai tempi in cui andava forte ed è stato lui a portarmi verso questo sport anche se si è trattato di una scelta abbastanza ponderata.

E che rapporto hai con tua madre?
Molto buono: mio padre non ha potuto seguirmi nel mio percorso sportivo perché prima giocava e adesso allena, così lei è stata molto presente. Mi segue sempre; mi ha, diciamo, “coccolato” fino a poco tempo fa.

Da quanto tempo giochi nella M. Roma?
Se escludiamo la parentesi di Latina, con cui ero “in prestito”, questo è il quarto anno: uno da palleggiatore, due in A2 e la stagione attuale in A1.

Durante la prima stagione con la M. Roma ti ha allenato Piacentini, ora ti allena Andrea Giani. Che differenze ci sono, e con chi ti sei trovato meglio?
Mi sono trovato bene con entrambi. In realtà il primo allenatore è stato Serniotti, quando ancora palleggiavo.
Piacentini è stato quello che mi ha trasformato, in questa fase della mia vita da schiacciatore. L’inizio è stato molto strano come ogni novità, però mi sono divertito; ho cominciato poco a poco ad avvicinarmi al ruolo e da quando c’è “Giangio” sto lavorando più nello specifico su di me. Spero di continuare a lavorare con lui.

È un bravo allenatore?
Quasi nessuno lo definirebbe solo “allenatore” perché sui si sente ancora parte della squadra, dalla parte dei giocatori: lui si sente giocatore e quindi è bello lavorare con lui anche da questo punto di vista.

Come ti trovi con i compagni di squadra?
Mi stanno aiutando molto in questo anno per me fondamentale: è un anno di crescita perché è la mia prima stagione in A1, la prima nel ruolo. Con loro mi trovo bene: abbiamo qualche problemino di gioco ma è normale a inizio stagione, stiamo trovando poco a poco l’amalgama giusto.
Parliamo di Nazionale: il mondiale di pallavolo, per di più a Roma, la tua città.
È stata una sorpresa, ci speravo tanto e sono entrato a far parte del gruppo dei mondiali all’ultimo momento: ho passato tutta l’estate con loro a lavorare sodo e assaggiare finalmente l’ambiente di cui sognavo di fare parte.

Com’è Anastasi?
Andrea Anastasi mi ha aiutato molto, ho insistito più volte durante l’estate per farmi allenare, anche con allenamenti supplementari e tutto il resto, perché ci tenevo tanto. Lui mi ha ripagato con la convocazione ai mondiali e mi ha reso felice.

Cosa si prova a far parte di Nazionale con giocatori che hanno più esperienza di te?
È stata una bella sfida: tanti ragazzi li conoscevo già, chi come compagno di squadra, chi come avversario. Eravamo un gruppo molto unito e giovane, volevamo capire e dimostrare quello che valiamo. È stata una bella esperienza che è durata tutta l’estate, soprattutto durante i mondiali, anche se non sono andati come avremmo voluto. Comunque ci sono state tante cose belle.

Entrare in Italia-Usa e fare il punto del sorpasso?
Bellissimo, soprattutto per me che non avevo mai vissuto l’esperienza di 12.000 persone in un palazzetto che ti supportano e che ti incoraggiano.

È stato un punto importante: dopo Mastrangelo ha chiuso la partita, ma tu hai segnato il punto del sorpasso.
Diciamo che anche “Fox” Fei con quella battuta mi ha dato una mano, mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto e sono molto contento di essere stato lì!

Cosa vedi nel tuo futuro? M. Roma, Nazionale, o... ?
Spero di rimanere a Roma: il mio sogno è quello di diventare il leader di questa squadra. Certo, è un’ambizione grande e ci vorrà del tempo: devo ancora capire se sarà possibile, se sarò in grado. Intanto mi pongo degli obiettivi a breve termine, fare bene quest’anno, trovare un mio livello di gioco adeguato all’A1 e sperare anche in un posto in Nazionale così da poter ulteriormente confermare il mio livello di gioco: per questo, come dicevo prima, questa stagione è così cruciale.

Il tuo rapporto con Massimo Mezzaroma, il Presidente?
Il Presidente è giovane e ci troviamo tutti bene con lui, ce la sta mettendo tutta e vogliamo ripagare gli sforzi che sta facendo per tenere in piedi una squadra a Roma, che non è una cosa facile. Noi giocatori cerchiamo di fare la nostra parte in campo.
La società è seria, è nata da poco e ha avuto qualche problema politico ma si sta riprendendo; a livello organizzativo, di disponibilità di impianti e tutto il resto, è impeccabile.
Parlaci della tua vita privata, se vuoi.
L’anno passato è stato fantastico sotto tutti gli aspetti: i successi sportivi sono stati accompagnati da una svolta importante nella mia vita perché ho conosciuto Ashling, la mia attuale fidanzata che spero presto diventi mia moglie! Stiamo bene insieme e anche lei mi ha aiutato tanto. Abbiamo due bei caratteracci ma siamo molto uniti e ci aiutiamo l’un l’altro nella vita di tutti i giorni.

A parte la pallavolo, hai qualche hobby? Cosa ti piace fare?
Non ho molto tempo libero, e cerco di trascorrerlo con la mia ragazza. Leggo qualche libro, guardo film, e per colpa tua (ride) mi sto anche piano piano avvicinando alla fotografia: mi piace fotografare ma il tempo da dedicare a questa nuova passione è davvero poco.

Concludiamo l’intervista con un ringraziamento di cuore. 
Forza Ivan e anche quest’anno cercate di fare bei risultati!
 
 Pubblicato su Sprizz Magazine n. 0

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